Che biotipo sei? L’identificazione del biotipo per lo sport ed il benessere

Siamo uguali poiché esseri umani, siamo uguali perché abbiamo gli stessi processi bio – fisiologici  e per tante altre caratteristiche, tuttavia siamo paradossalmente diversi considerandone tante altre. La natura ha imposto ad ogni individuo dalla nascita un certo marker che ne caratterizza l’aspetto fisico (cranio, corporatura ..), psicologico, comportamentale. Raggruppando in classi gli individui in base a determinate caratteristiche, si possono definire i cosiddetti  “Biotipi Morfologici ” e da questi varie combinazioni.

I biotipi sono studiati da migliaia di anni a cominciare dagli orientali, in particolare nella medicina Ayurveda, poi nella medicina buddista ecc. Già a quei tempi si comprendeva che una certa tipologia di individui reagiva in un certo modo ad una particolare medicina. I biotipi morfologici sono anche caratterizzati dall’ambiente , dalla zona geografica e dall’età. Probabilmente, un tempo i biotipi allo stato puro erano numerosissimi, poi con la mescolanza delle razze umane e con le nuove esigenze nella società si è venuta a creare una classe mista molto ampia.

 Cenni storici

Gli Ayurveda si basavano sulla  Teoria dei Tridosha (tre forze) derivate dai 5 elementi: terra, acqua, fuoco, aria, etere:  Vata (vento), Pitta (bile), Kapha (flemma) ed ognuna aveva particolari caratteristiche. In base a queste tre forze erano classificati tre particolari Tipi Morfologici:

 Vata Prakriti:

Tipo gracile, aggravato dal lavoro psico- fisico, dalle preoccupazioni, freddo umido, dieta piccante. Predilezione per l’arte (soprattutto musica e danza), il soggetto è impaziente, irrequieto, incostante, incoerente, lunatico, frettoloso, iperattivo, spesso presenta malattie nervose, è sensibile al dolore, lamentoso.

 Pitta Prakriti:

Calore, collera, alimenti grassi. Buona memoria, monopolizzatore, irascibile, intollerante, competitivo. La Cute del soggetto presenta eruzioni, eritemi, sudorazione maleodorante.

Kapha Prakriti:

Vita sedentaria, freddoloso, pasti frequenti, eccesso di cibi salati e di dolci. Il soggetto è paziente, self-control, lento, metodico, costante, coerente, riflessivo, grasso. La cute è morbida e untuosa.

La medicina occidentale nasce con Ippocrate (V secolo a.E.V.), che considera formulazioni diverse in cui le componenti morfologiche, metaboliche – funzionali e psicologiche si influenzano reciprocamente. Egli individua quattro umori (approccio umorale) che governano il corpo umano determinando lo stato di salute e di malattia : flemma, sangue , bile nera e bile gialla. Quando un umore predomina sugli altri si determina la configurazione di quattro tipi psicosomatici : flegmatico, sanguigni, melanconico e collerico.

Anche la Scuola Greco-Romana di Crotone  con Pitagora e poi con Alcmeone che diede un maggiore input, si occupò dello studio delle tipologie.

Altri autori successivi studiarono queste suddivisioni in particolare Galèno (129 – 199 a.E.V.) che riprese la teoria di Ippocrate modificando solo le terminologie: nervoso, bilioso, sanguigno e linfatico.

In  epoca più moderna ricordiamo  la scuola Francese (XIX secolo) con diversi autori come Thomas e Rostan . Thomas individuò 3 tipi costituzionali: cefalico, toracico, caudale a seconda del carattere morfologico prevalente. Rostan li suddivise ulteriormente in 5 biotipi principali:cerebrale, respiratorio, digestivo, genitale, muscolare. Questi autori sostanzialmente rimanevano vicini al modello di Galèno.

Il modello del medico Leòn Vannier (1880-1963) che rappresenta l’approccio psico – somatico alla classificazione biotipologica: brachitipo, normotipo, longitipo, asimmetrico.

Il modello di Nicola Pende (1880-1970)  rappresenta l’ approccio endocrinologico : brevilineo astenico (corrispondente al linfatico) , brevilineo stenico (corrispondente al sanguigno), longilineo stenico (corrispondente al bilioso) e longilineo astenico (corrispondente al biotipo nervoso).  In ogni costituzione è sempre possibile distinguere una fase “stenica” di difesa attiva ed una fase “astenica” di cedimento, ognuna delle quali si presenta con caratteristiche peculiari per ciascun biotipo.

Il modello di Marcel Martiny (1897-1982)  rappresenta l’approccio embriologico: endoblasto, mesoblasto ed ectoblasto.

I Biotipi di Martiny - Copia

La classificazione più nota è quella di William Sheldon (The Varieties of  Human Physique, 1940 and The Variaties of Human Temperament: A Psychology of constitutional Differences, 1941). Il lavoro di Sheldon è un approccio psico – somatico e tiene conto della prevalenza di sviluppo dei foglietti embrionali dell’endoderma, dell’ectoderma, del mesoderma, dando origine ai tipi: endomorfico,ectomorfico e mesomorfico.

I Morfotipi di Sheldon

 Sintesi  dei   4 biotipi morfologici di base studiate dal Prof. Dott. Alessandro Gelli

I biotipi morfologici hanno radici antiche e sono stati oggetto di studio dai padri della fisiologia.  Il Professor  Alessandro Gelli riprende la classificazione a quattro biotipi base, la studia e la perfeziona. In sintesi possiamo individuare :

–          Il biotipo cerebrale (tendente alla massima idrofobia, cioè  ha scarsa capacità a trattenere liquidi)

–          Il biotipo bilioso

–          Il biotipo sanguigno

–          Il biotipo linfatico (tendente alla massima idrofilia, cioè  ha facilità  a trattenere liquidi)

Dai quali ne derivano tantissimi altri risultanti dalle varie combinazioni di questi di base.

I 4 biotipi base e cranio corrispondente

I biotipi morfologici si possono classificare in base a:

  • struttura generale: ossatura, bacino, polsi, caviglie, ginocchio, gomito, collo, cassa toracica. In genere negli uomini il rapporto polso-caviglie è proporzionato, mentre nelle donne può non esserlo.  In questo caso siamo di fronte ad un particolare biotipo, detto biotipo sdoppiato (ad esempio il classico tipo di donna con i polsi piccoli e le caviglie grosse).
  • forma del cranio: è data dagli ormoni. Quando il feto si forma, inizia a predisporre il biotipo; la forma del cranio dipende dall’assetto neuro-ormonale. Un biotipo si differenzia da un altro per il diverso assetto neuro-ormonale; saranno presenti, quindi, una chimica cerebrale diversa e quantitativi ormonali diversi.

Il biotipo Cerebrale o nervoso: biotipo catabolico-cerebrale ipercortisolico.

–          iperattivo;

–          tendenzialmente iper-catabolico

–          è tendenzialmente rigido e contratto, non solo fisicamente, e vive sotto continue scariche di adrenalina per stress anche di origine competitivo;

–          affronta con grinta (in fase positiva) eventi anche duri da gestire, ma resiste per periodi di tempo ridotti, anche solo per pochi giorni;

–          è uno scattista, anche nello sport, è il contrario del maratoneta e di chi fa un lavoro metodico, routinario e di resistenza;

Il biotipo cerebrale si divide in quattro sottocategorie, a seconda della fase psico-fisiologica in cui si trova:

  1. Esaurito. Stremato mentalmente e fisicamente, tende alla tachicardia, ansia, malattie psicosomatiche, ecc.;
  2. Normale o mediamente in forma. A rischio di crisi saltuaria, ha un equilibrio psico-fisiologico precario;
  3. In forma.È ancora soggetto a possibili crisi non violente, ma comincia ad avere gestione di sé;
  4. Super in forma. È forte, resistente, equilibrato, con caratteristiche simili al bilioso in forma. Per raggiungere lo status super in forma occorre un programma alimentare ed integrativo bilanciato a base di vitamine, fitoestratti e varie sostanze naturali, per non parlare poi delle tecniche antistress , delle conoscenze e dell’esperienza necessaria per affrontare i vari eventi della vita.
  • I periodi eccessivi di stress o i problemi lavorativi, familiari, sentimentali, alterazioni alimentari o svaghi eccessivamente stancanti, portano il cerebrale in forma ad uno stato di surmenage psico-fisico, caratterizzato da tipiche manifestazioni da stress cronico, alterazioni funzionali del sistema nervoso autonomo, endocrino ecc..
  • Nonostante la mente, con la sua creatività e fantasia, sia il punto forte del cerebrale (che richiede a se stesso grandi risultati e “non stacca mai la spina”), questa può portare a spingere il suo corpo oltre il limite di sicurezza facendo crollare così l’energia vitale, divenendo, come paradosso, perfettamente inefficiente, ovvero il contrario di ciò che vuole essere.
  • Il cerebrale, quindi, è il biotipo senza mezze misure: “alle stelle o alle stalle”.

Il terzo millennio ha creato uno stress di base. Il biotipo cerebrale in forma aumenta sempre più gli impegni. I cerebrali nella forma esaurita riescono ad auto-distruggersi, a farsi venire gastriti, coliti, crisi di pianto, tachicardia, senso di soffocamento, inquietudini …… possono prendere una via depressiva o nervosa; squilibri a vari livelli che portano il corpo allo “sfascio”.

Il biotipo Bilioso.

Se il cerebrale nelle sue sottocategorie è il biotipo più complesso e difficile da da mantenere in equilibrio, il biotipo “bilioso” è quello con la bio – morfologia  che unisce     l’intelligenza e la creatività tipici del “cerebrale”, alla forza e muscolatura tipici del “sanguigno”.

  • Il bilioso puro, in genere, beato lui, ha tutto ciò che si può desiderare: una sorta di compromessi ottimizzati.
  • Ogni biotipo ha i suoi punti deboli ma il bilioso ha dalla parte sua molti punti forti.

Il bilioso ha una chimica cerebrale più equilibrata e risposte ormonali e biologiche migliori nell’ attività fisica.

Tra le caratteristiche del biotipo bilioso possiamo osservare le sue proporzioni fisiche tra spalle, vita e bacino. Anche se ingrassato, tale biotipo manterrà certe proporzioni. Il cranio ovale , la vita tendenzialmente stretta (classica forma ad X) caratterizzano l’immagine di questo biotipo. La ragazza biliosa sarà armonica e presenterà la classica forma dei glutei a cuore. A differenza del biotipo cerebrale puro o sanguigno che invece presentano la forma dei glutei più squadrata.

Il biotipo Sanguigno o muscolare.

  • Ideato dalla natura per il lavoro fisico .
  • Il sanguigno-muscolare è propenso allo sviluppo muscolare facile, produce in genere più ormoni anabolici rispetto agli altri biotipi poiché è stato ideato appunto per il lavoro fisico.
    Anche se non ne è completamente consapevole, in genere, il grosso sanguigno non ha certo le qualità intellettive del cerebrale, di cui potrebbe essere magari un po’ invidioso…basta che impara una piccolissima nozione è convinto , a volte in modo presuntuoso, di sapere tutto e quando gli si fa capire il contrario va subito sulle difensive.
  • Generalmente è un carnivoro puro.
  • Tende ad ammalarsi improvvisamente di gravi malattie (es.: infarti), mentre nell’immediato ha meno danni sul sistema nervoso.

Il biotipo Linfatico.

  • Il linfatico: lo sport non fa per lui ma ne ha molto bisogno.
  • Con poca muscolatura tonica (mentre il cerebrale ne ha poca ma dura) e molto grasso, il linfatico ha un addome prominente, adiposo e molliccio. Mollicce e flaccide sono anche le braccia, le gambe ecc.; tali manifestazioni sono esasperate nella donna “linfatica pura”.  Il biotipo linfatico è molto attratto dai cibi.
  • Il linfatico è idrofilo, ovvero trattiene notevolmente i liquidi (è il contrario del cerebrale).
  • Il linfatico convinto che lo sport è salutare, sceglierà il golf o comunque sport calmi, mentre il cerebrale-bilioso sceglierà il rugby, le arti marziali, il bodybuilding, che purtroppo presto abbandona per carenza di risultati poiché questo biotipo paga a caro prezzo errori alimentari, di allenamento ,mancanza di riposo ecc. rispetto ad altri come il bilioso che possono raggiungere più facilmente soddisfazioni.
  • La classica  donna grassa e  flaccida dei film , ad esempio, è una linfatica pura.
  • L’obesa con il grasso duro e poco molle è invece una linfatica-sanguigna. Diversa consistenza del grasso per una diversa componente bio-morfologica.
  • Il linfatico ha una risposta cerebrale molto lenta, non ama gli impegni gravosi per cui difficilmente potrà svolgere attività impegnative. E’ più portato per le attività di bassa responsabilità e basso impegno.

Il bilioso puro ha gli zigomi più larghi, mentre il sanguigno puro ha l’angolo della mandibola sporgente con un massetere molto spesso sviluppato (il massetere è un muscolo della mandibola). L’angolo della mandibola non pronunciato è classico invece del cerebrale.

I biotipi morfologici sono studiati sin dai tempi antichi, in particolar modo da Ippocrate e da moltissimi altri studiosi, padri della fisiologia moderna. La conoscenza del biotipo ti può aiutare a comprendere le predisposizioni genetiche , metaboliche , le caratteristiche biologiche e funzionali dell’organismo ecc..   fondamentali insieme a molti altri dati,  per una programmazione completa (dieta, allenamento ecc.. ) mirata al miglioramento della forma fisica e del benessere generale.

Riferimenti:

–          I Biotipi Morfologici del Dott. Alessandro Gelli

–          Fisiognomica, Grafologia, Empatia: strumenti di analisi e comprensione dell’uomo – Dott. Lorenzo Bargagli

–          Omeopatia e costituzioni: rimediomeopatici.com

NazarenoCannuci

Sono un operatore nel settore fitness da tantissimi anni. Aiuto le persone a raggiungere i loro obiettivi come: raggiungere una migliore forma fisica e benessere, ridurre il grasso superfluo, tonificare e modellare il proprio corpo , rimanere giovani ed in forma fino a tarda età consigliando anche opportune metodologie per la gestione dell'invecchiameto e dello stress!! Costruisci una nuova immagine di Te! Ognuno di noi ha dentro di se un potenziale, basta tirarlo fuori. Le persone possono, tu puoi , credici!

Commenti (0)

Lascia un commento